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“Al mio cane manca solo la parola”..

Quante volte abbiamo sentito dire, in un impeto di entusiasmo, soddisfazione  e compiacimento verso il proprio cane.. “ che gli manca solo la parola..” altrimenti arriveremmo perfino a “parlare” con lui, per quanto sia intelligente! In parte è vero che i nostri cani hanno una grande capacità cognitiva che li porta ad avvicinarsi molto al […]

Quante volte abbiamo sentito dire, in un impeto di entusiasmo, soddisfazione  e compiacimento verso il proprio cane.. “ che gli manca solo la parola..” altrimenti arriveremmo perfino a “parlare” con lui, per quanto sia intelligente!

In parte è vero che i nostri cani hanno una grande capacità cognitiva che li porta ad avvicinarsi molto al nostro essere “uomo” e ad uscire quasi dalla loro specie, per quanto ci vengano incontro arrivando quasi ad “antropomorfizzarsi”!

Tanti cani effettivamente, si siedono, vanno giù, restano fermi se invitati a farlo, pur non avendo noi, provato a spiegare realmente cosa si intenda o come si faccia, molti cani “sorridono”, molti altri si fanno abbracciare, baciare, prendere in braccio, molti danno la zampa! Insomma si prestano a tutta una serie di azioni prettamente umane, poiché, da grandi osservatori quali sono, hanno imparato a dare ad azioni oggettivamente lontane da loro, un significato “amicale” se proposto da noi umani.

Indubbiamente tutto ciò necessita di grande intelligenza.

Potremmo però, forse fermarci a riflettere sul fatto che un cane esiste a prescindere da noi, comunica a prescindere da noi, sa come comportarsi a prescindere da noi in quanto essere vivente”altro da noi”, con un registro comunicativo, espressivo, stabilito dal suo DNA di cane.

Il suo avvicinarsi al nostro modo di essere  e vivere rappresenta quindi una scelta se non a volte addirittura una forzatura da noi imposta.

Perché allora non provare a mettere da parte, per quanto possibile, il nostro bagaglio di uomini e provare a scoprire il “loro” modo di essere, di vivere e perché no, anche il loro linguaggio visto che a loro modo la parola ce l’hanno, eccome!!

Loro lo fanno tutti i giorni da migliaia di anni verso di noi.

Ogni volta che scegliamo di comunicare con il cane esclusivamente con la parola, lo stiamo invitando ad entrare in un terreno a lui per nulla familiare, ciononostante  il CANE in questo terreno fatto di una voragine di suoni familiari e non, entra, esce, e a volte decide persino di restare!

Sarebbe opportuno, se non necessario,  metterci anche noi in cammino e provare ad incontrarlo  a metà strada cercando di conoscerlo attraverso il suo linguaggio di specie, fatto di posture, vocalizzi e tanto altro, di provare a capirlo tutte le volte che cerca disperatamente di trasmetterci la sua gioia, la sua diffidenza o paura, di aprire una autentica comunicazione con lui, che in caso contrario, difficilmente ci sarà .

Così facendo potremmo  finalmente entrare in un meccanismo che si chiama “Conversazione” con il cane!

Comunicare anche con il corpo, e non solo con le parole,  imparando da lui i silenzi,  la calma,  fermandoci a capire ed osservare cosa un cane recepisce dal mondo e come lo esterna,  ci permetterebbe di comprenderlo fino in fondo ed andare incontro ad una delle sue prime, se non la più importante caratteristica: la Socialità.

Il cane comunica perché, in quanto animale sociale, ha bisogno di interagire, condividere, organizzare la propria esistenza con  l’uomo, osservare  per imparare a conoscerci sempre meglio, svegliarsi con un senso di appartenenza verso il nostro gruppo familiare, che si riconferma nel corso di tutta la giornata, sapere a chi affidarsi sempre, riuscire a confermare, crescendo, la propria autonomia e il proprio legame con l’altro.

L’incapacità di entrare in comunicazione con il cane ha quindi come ulteriore conseguenza il rischio di frustrare continuamente il bisogno che ha di vivere la concertazione, le scelte di gruppo, il gioco di squadra, una vita piena di domande e risposte da soddisfare.

 

Flavia Baccile