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“Mamma, mi prendi un cane?”

Capita che a volte i bambini  inizino improvvisamente a chiederci  con una certa insistenza,  di “aggiungere un posto a tavola”, magari dopo aver  visto un cane in tv, dopo esser stati al cinema, dopo aver sentito l’amichetta  raccontare delle sue avventure con il proprio cane. Per certi bambini sensibili all’interazione con una specie diversa da […]

Capita che a volte i bambini  inizino improvvisamente a chiederci  con una certa insistenza,  di “aggiungere un posto a tavola”, magari dopo aver  visto un cane in tv, dopo esser stati al cinema, dopo aver sentito l’amichetta  raccontare delle sue avventure con il proprio cane.

Per certi bambini sensibili all’interazione con una specie diversa da noi,  pelosa,  morbida, sempre pronta al gioco, alle passeggiate, potrebbe essere effettivamente  la scelta giusta quella di adottare un cane.

Non dobbiamo però, mai dimenticare, che dietro tale scelta, c’è un essere vivente per certi aspetti simile e per altri diverso dall’uomo, con  esigenze ben precise e legittime da soddisfare quotidianamente quali uscire, correre, incontrare e relazionarsi al meglio con il mondo che abbiamo scelto per lui, e questo richiede impegno, tempo, motivazione e conoscenza del nostro amico, impegno che non possiamo assolutamente pensare su misura esclusiva del nostro bambino.

Molte volte i bambini diventano anelli di congiunzione tra il mondo degli adulti e quello dei cani, ma una scelta ponderata, matura e consapevole sa già che i nostri figli  impareranno cosa significa “prendersi cura”  di un altro soggetto crescendo a loro volta e scoprendo insieme a noi “come” ci si occupa del cibo, delle spazzolate, delle coccole, dei giochi in giardino, in cameretta e delle corse sfrenate al parco con questo nuovo compagno.

Molte volte dietro quel “ Mamma mi prendi un cane?” non c’è  e non può esserci la comprensione reale di cosa comporti tale richiesta. Non può esserci a monte la consapevolezza che  quel cane andrà portato in passeggiata anche con la pioggia e il freddo, con l’influenza stagionale in casa, nonostante i compiti e i giochi con gli amici.

Sta a noi adulti leggerla nel giusto modo per il rispetto dei nostri figli, delle nostre esigenze e del protagonista di tale scelta.

Dietro tale richiesta non dovrebbe esserci solo la volontà di esaudire il desiderio, a volte estemporaneo, del nostro bambino, ma una lunga valutazione, “fatta a più voci”, in merito ai reali cambiamenti che l’arrivo di un cane in casa comporterà per tutti i membri della famiglia.

Prima di dare inizio ad un vero e proprio nuovo rapporto, bisognerebbe  esser pronti a considerare ed accogliere, all’interno di questa meravigliosa nuova avventura, proprio come accade tra noi esseri umani, i momenti di condivisione, di gratificazione, di complicità, di soddisfazione, ma anche quelli di frustrazione, fatica, stanchezza, che tale rapporto creerà, le giornate di sole e quelle piene di nubi.

Ma per mettersi nelle condizioni di godere a pieno di tale rapporto, bisognerebbe partire con il piede giusto, con una scelta consapevole delle caratteristiche psico – fisiche del cucciolo o cane adulto che stiamo accogliendo e provare ad interrogarsi sulla compatibilità di tali caratteristiche con la nostra indole, con le nostre dinamiche, con i nostri tempi, insomma con quello che siamo e che possiamo dare.

Fermarsi all’aspetto esteriore del nostro cucciolo o cane adulto può impedirci di avere una visione di insieme su chi abbiamo davanti, e molto spesso scelte di tale natura condannano quel presunto rapporto ad una convivenza di superficie, negativa per tutti i soggetti coinvolti.

In molti paesi stranieri è già di prassi la scelta di  un cane attraverso  l’assistenza di un professionista in grado di valutare quali le compatibilità migliori tra  famiglia interessata e Cane.

Approccio assolutamente necessario per evitare equivoci, malintesi, errori grossolani e ridurre al minimo i problemi futuri che ogni rapporto ha insito in sé.

Scegliere di convivere con il Cane dovrebbe voler dire scegliere di “scoprire il Cane”, quello giusto,  giorno dopo giorno, accettandone  le diversità, le alterità, le differenti competenze e provare a farle nostre nella vita di tutti i giorni come nelle situazioni straordinarie.

Dice Daniel Pennac. “ … il rispetto delle differenze è la legge stessa dell’amicizia.”

Solo così potrà davvero avere inizio una meravigliosa avventura  a due.

 

Flavia Baccile